venerdì 17 aprile 2009

...Cuba e i falsi "luoghi comuni"...

Il maggior "luogo comune" ... nel nostro "mondo dei ricchi" ... è quello di accomunare Cuba a "donne facili" ...

Mi è ormai chiaro che questo un "luogo comune" che SERVE al nostro Sistema ... per screditare un Paese ... e per neutralizzare un esempio di Sistema ... e di gestione della Società ... che non è basato sull'intrallazzo ... e sul potere delle Banche ...

Pubblico per questo un articolo che vuole sfatare ... questo mito costruito ad arte ...

ECCOLO ...

Fernando Ravsberg è il corrispondente dall’Avana della BBC. L’articolo che segue risiede in originale sul dominio del servizio pubblico inglese.

Lo traduco e lo pubblico per un paio di motivi che considero buoni. Il primo è che parla di Cuba e delle donne cubane come chiunque conosca e ami Cuba parla, ovvero esattamente all’opposto di come ne parlano le orde di sficati che non escono da Varadero e dalla Habana Vieja e credono di avere il diritto di comprare tutto (anche le persone) solo perché hanno nel portafoglio uno stipendio europeo. Il secondo motivo è che un articolo come quello di Ravsberg non sarebbe pubblicabile su nessun giornale italiano. I giornalisti italiani neanche pensano di poter esprimere opinioni eterodosse su Cuba.

Tutte le cubane sono puttane”, mi sputò con disprezzo un parrocchiano in un bar di Barcellona appena sentì che io vivo a Cuba. Tale generalizzazione mi è sembrata infame, anche se debbo riconoscere che è un pregiudizio molto diffuso.Potrei raccontare centinaia di aneddoti di donne cubane che lascerebbero a bocca aperta a molti di questi sociologi da bar, perché quasi tutte nelle loro relazioni personali mettono davanti al denaro l’amore e il sesso.

Conosco una donna sposata con un imprenditore spagnolo. Vivevano a Madrid finché in uno dei suoi viaggi nell’isola conobbe un ragazzo cubano, lavoratore manuale, con il quale adesso ha dei figli e sembrano felici nonostante le tessere del razionamento.

Immagino che all’ex marito possa risultare difficile capire che lei abbia preferito rinunciare a tutte le comodità che aveva in Spagna per tornare a vivere come una cubana qualsiasi combiando tutti i lussi materiali con i semplici piaceri dell’anima e della carne.

Così si percepisce Cuba dagli hotel e dai centri turistici circondati di prostitute a caccia di maschi “di successo”, di quelli obbligati a fare un viaggio di 5.000 km per poter avere una relazione sessuale, che inoltre sono costretti a pagare.

Molti si sorprenderebbero se sapessero che a Cuba il sesso è una delle poche cose gratuite e non razionate. Non deve essere confortante per l’ego mascolino rendersi conto di aver pagato per qualcosa che tutti i cubani fanno per piacere.

Non pretendo criticare le “jineteras” (leggi "prostitute"), ho un paio di buone amiche che si dedicano al mestiere e sono per me altrettanto rispettabili come qualunque altra donna. Ma anche loro sarebbero concordi nell’affermare che rappresentano un’infima parte della popolazione femminile cubana.

Nel mio quartiere ci sono decine e decine di ragazze, alcune di quelle sono state amiche e addirittura fidanzate dei miei figli e solo conosco tre o quattro prostitute. Tutte le altre lavorano o studiano, si innamorano di un cubanito e vanno alle feste sedute sul cestino della bicicletta.

Un pò di sana e vera informazione ... fuori dai "luoghi comuni" ...
In ogni modo è ben difficile che le difficoltà buttino giù una donna cubana. Queste sono state il principale sostegno familiare durante la crisi economica degli anni ‘90, quando bisognava inventare per cucinare senza alimenti e lavare senza sapone.

In quegli anni si convertirono in una specie di “Gesù Cristo domestico” che facevano il miracolo di moltiplicare pani e pesci perché la famiglia trovasse ogni giorno a tavola il necessario per sopravvivere.
E tutte dovettero farlo mentre contemporaneamente si sviluppavano nel lavoro, già che il 65% dei professionisti e tecnici a Cuba sono donne, molte delle quali danno importanti contributi alle scienze, le lettere, le arti, lo sport.

Sono donne inoltre più della metà di tutto il personale della salute (medici, infermieri e tecnici) che prestano aiuto ad altri paesi, quelle che girano per le montagne del Pakistan, per le selve del Guatemala e per i quartieri poveri di Caracas.

E’ vero che sono un po’ differenti rispetto alle altre donne del continente. Hanno un tasso molto alto di divorzi, considerano l’aborto come un diritto e non sentono che il sesso sia peccato e pertanto fanno l’amore senza sensi di colpa.

La moda non governa le loro vite né l’età le limita, si mettono quello che a loro piace e nessuno le critica, si innamorano perfino nella terza età quando molte delle loro sorelle nel mondo pensano che il loro unico destino sia crescere i nipoti.

Sono madri molto amorose, nella coppia indipendenti, professionalmente creative e molto passionali. In generale non sono donne che si possano comprare e nemmeno tra le prostitute, quelle che si affittano, è difficile trovarne una che si venda.

E’ che una donna cubana non è mai del tutto di uno, sceglie ogni giorno della sua vita con chi stare e se il suo compagno aspira a essere rieletto dovrà darle la passione e l’amore che merita. Per loro cambiare uomo non è un trauma.
Non pochi stranieri hanno sofferto una disillusione quando hanno provato a comprare una donna a Cuba. Adesso, nel mezzo della solitudine di un bar, non riescono a capire in che cosa hanno fallito, però masticano e sputano veleno, a chiunque possa sentirli che: “tutte le cubane sono puttane”.

...pensiero al vento...
Un momento di vera e sana informazione ... a sfatare uno dei falsi "luoghi comuni" più diffusi ... sulla Isla
...

giovedì 16 aprile 2009

...il lato scomodo della verità...

Non ho seguito la puntata di Annozero oggetto di tante polemiche ... la mia astinenza volontaria da TG e trasmissioni-fattariello me lo impedisce ...

Ho seguito (ma solo di striscio) le polemiche che si sono sollevate nei giorni successivi ... e stamattina ho trovato un sintetico giudizio che riporto ...

Che su Michele Santoro si abbattano pesanti critiche politiche non è una novità ma, mai come nel caso della puntata di Annozero sul terremoto in Abruzzo, queste sono assolutamente ingiuste e ingiustificate.

Il giorno di Pasqua il TG1 ha trasmesso un servizio che aveva per protagonista una signora abruzzese a cui il premier aveva promesso di fare avere in tempi brevi la dentierà che aveva perso nella notte del terremoto. E il servizio dava conto del mantenimento della promessa, con l’invio di una speciale equipe di un ospedale romano specializzato nelle cure ortodontiche.

Se giustamente il più importante TG della Rai ha ritenuto di dover seguire e dare conto a milioni di italiani di un caso così particolare, ma che poteva costituire una nota di ottimismo e speranza in tanto disastro, perché nessuno avrebbe dovuto dare voce alle persone che si trovavano in luoghi dove i soccorsi non sono arrivati, o a coloro che ponevano interrogativi su una mancata prevenzione anche a seguito di denunce e avvertimenti?

Personalmente come ritengo giusto aver mandato in onda quel servizio del TG1, ritengo assolutamente ineccepibile la trasmissione di Santoro e trovo incredibile che si possano prendere in considerazione l’applicazione di sanzioni. Il compito dell’informazione è dare conto della realtà in ogni suo aspetto, sia delle cose positive che di quelle purtroppo negative.

...pensiero al vento...
INSOMMA ... un ennesimo tentativo di raccontare SOLO le verità che SERVONO alla CAUSA del REGNO ?
OVVERO ... la conferma che IL LATO SCOMODO della verità NON DEVE perturbare le MENTI dei SUDDITI ?

sabato 11 aprile 2009

giovedì 9 aprile 2009

...fine di un embargo...

Fine di un embargo ... è così che qualche giorno fa ha definito la notizia il sito di La Repubblica ...

ECCOLA ... LA NOTIZIA:
... per la prima volta in 18 anni, ai media americani è stato permesso riprendere l'arrivo della bara di un soldato americano alla principale camera mortuaria del Pentagono, in Delaware.

Avvolto nella bandiera a stelle e strisce, il feretro del sergente Phillip Myers è arrivato alla base dell'Air Force di Dover. Myers, 30 anni, originario di Hopewell, Virginia, è stato ucciso sabato in Afghanistan in una esplosione, secondo quanto ha riferito il Pentagono.

A febbraio l'amministrazione del presidente Barack Obama aveva allentato il divieto di copertura mediatica del ritorno in patria dei militari americani uccisi, dando alle famiglie la possibilità di scegliere se consentire o meno le riprese televisive della cerimonia solenne di arrivo dei feretri. Il divieto era stato imposto nel 1991 durante la prima guerra del Golfo, poi l'ex presidente George W. Bush aveva imposto un divieto ancora più severo durante le guerre in Afghanistan e Iraq.




...pensiero al vento...

crollato un altro velo della "copertura mediatica" ... imposta da MrGeorge jr ... un altro piccolo mattone ... del vecchio che ci abbandona ? ...

SEMBRA PROPRIO che ... il paese (da sempre definito) il più "democratico" del MONDO ... stavolta la "democrazia" NON la stia ESPORTANDO ... bensì IMPORTANDO al suo interno ! ...
... quanto durerà ... il NUOVO corso ?!?

mercoledì 8 aprile 2009

...prove di dialogo...

Riporto quanto trovato stamane sul web ...

Storico incontro a L'Havana: Fidel Castro ha ricevuto un gruppo di parlamentari statunitensi dopo il loro incontro con suo fratello e successore Raul Castro, che ha reiterato la sua disponibilità ad aprire un dialogo con il suo omologo Barack Obama dopo cinquant'anni di confronto.

Tre dei sette membri della delegazione, favorevoli a un disgelo nelle relazioni con Cuba, sono stati ricevuti da Fidel Castro, 82 anni, il fondatore del regime che rimane influente malgrado il suo "ritiro medico".
"Sembra pieno d'energia, noi l'abbiamo incontrato a casa sua, una casa molto modesta, la moglie era lì, suo figlio ci ha scattato delle foto", ha raccontato sulla rete CNN la rappresentante democratica Barbara Lee, aggiungendo che era stato "un momento molto emozionante".

Il gruppo di democratici si è trattenuto il giorno prima per quattro ore e mezza con Raul Castro, 77 anni.

"Diversi argomenti sono stati affrontati nel corso del vasto scambio, con la possibile futura evoluzione delle relazioni bilaterali e dei legami economici, dopo l'arrivo al potere della nuova amministrazione statunitense", ha riferito un comunicato ufficiale cubano.

L'amministrazione statunitense ha già approvato un allentamento di alcune sanzioni e il generale Raul Castro ha reiterato la sua "disposizione a dialogare su tutti i temi, con l'unica condizione della eguale sovranità degli Stati e il rispetto assoluto dell'indipendenza nazionale".

I sette membri della camera dei rappresentanti, che stanno effettuando la prima visita del genere a Cuba dal giugno 2007, devono consegnare un rapporto al presidente Obama e al dipartimento di Stato, prima del vertice delle Americhe che è previsto dal 17 al 19 aprile a Trinità-e-Tobago. Al vertice non è prevista la presenza di Cuba, sospesa dal 1962 dall'Organizzazione degli Stati Americani e oggi contestata.

"La nostra conclusione è che i due paesi profitterebbero da un commercio bilaterale e da una normalizzazione delle relazioni" ha dichiarato Barbara Lee, leader della delegazione, che ha aggiunto: "è ora di parlare con Cuba". Gli Stati Uniti sono già i primi fornitori di Cuba per le derrate alimentari, non soggette a embargo.

...pensiero al vento...

che dire? ... certamente ogni "prova di dialogo" va vista con favore ...

mi sembra fondamentale la "condizione della eguale sovranità degli Stati" ... ma soprattutto il "rispetto assoluto dell'indipendenza nazionale" ...

Gli esempi di passate colonizzazioni ... sono ancora vivi e vanno tenuti a monito ...
Chiudo col pensiero ... di quanto lontani sembrano i tempi del guerraiolo Mr. George jr. ... l'America dei Democratici ... è certamente un'altra cosa ...
MESSAGGIO AL NOSTRO PD ... la vita (e la politica) ... è fatta di scelta coraggiose ... e non sempre (e solo) di indecisioni, ammastellamenti, litigi interni, protezione di diritti e privilegi acquisiti dalle varie Caste ... PRENDIAMO ESEMPIO (se mai ne fossimo capaci !) ...

martedì 7 aprile 2009

...sul terremoto...

Sul terremoto ...
in questo momento non servono le polemiche tra Bertolaso e il geologo Giuliani ... e discutere se si potesse prevedere o meno una tal catastrofe ... e che chi l'aveva prevista (... sottolineo un geologo e non un "cialtrone"...) era stato "messo al bando" ... dal "potere costituito" ...
PROBABILMENTE NON SI POTEVA PREVEDERE ...

... certo, ma questo (in un Paese Civile ... quale non siamo) NON DOVREBBE ESCLUDERE un'analisi di CERTI "comportamenti mafiosi" ... con cui MisterMaglioncinoBlu (lo "stile" ReSilvio ha 999 tentativi di imitazione!!!) ... gestisce un potere fatto di fondi e di migliaia di "posti di lavoro" ... che gli assicura la sua posizione ...

Quest'ANALISI ... chiamatela pure INDAGINE se volete ... andrebbe fatta (MA STATE SICURI CHE NON SI FARA' MAI) ... certo NON OGGI ... ma ad emergenza passata ...

Sulla gestione del potere ... farei solo notare che, in rispetto e a conferma dei suoi connotati mafiosi ... travalica i confini ... e permane a prescindere dal tipo di governo che questo Paese "finge" di darsi ...

...pensiero al vento...
Mi fermo qui ... sennò contraddico il prologo in cui si diceva che non è questo il momento di POLEMICHE o di J'ACCUSE ...
Chiudo allora con una foto di stamattina da La Repubblica ...

... tra le tante foto di distruzioni e/o di soccorsi tra le macerie ... salvo questa perchè da il senso che la RICCHEZZA è sempre nel POCO ... e NON nei MIRAGGI degli spot di ReginaMediaset ...

domenica 5 aprile 2009

...10ma bienal da La Havana...

E' in corso ... dal 27 marzo al 27 aprile ... la 10ma Bienal de La Havana ...

Sotto il titolo molto "suggestivo" di ... "Integrazione e Resistenza nell'era Globale" oltre 200 artisti di 40 Paesi espongono opere individuali e collettive ... a rappresentare l'Italia l'italo/argentino Sebastiano Mauri.

Come riportato dal blog dell'amico Marco "Cubanite" ... in giro per Havana ... soprattutto ad Havana Vieja e al Vedado ... tante opere d'arte fanno mostra di sè in diversi angoli di strada ...

La 10° biennale Avanera ha un
sito internet ricco di info e foto.

(PURTROPPO ... mentre scrivo questo post, il sito sembra essere non raggiungibile ... da riprovare nei prossimi giorni? ... SI, ma senza fretta ... come in tutto quello che accade a Cuba ... un Sito Web (come tante cose quotidiane lì) può funzionare, ma mica è detto che lo debba fare tutti i giorni ... e, nei giorni che non va, nessuno sta lì a stressarsi o stressarti sul perchè e per come una cosa non va ... NON va oggi? andrà domani! ...)

Ma torniamo alla biennale e ad alcune foto che ho trovato sul blog dell'amico
Marco ...

Nelle prime un branco di pachidermi marcia verso la Tribuna Antimperialista in direzione della Oficina de los Interes USA a Cuba.

Marco, sul suo blg, non riporta di chi è l'opera ... ma il significato simbolico mi sembra fin troppo chiaro ...




E, dopo i pachidermi, ecco altre foto con un esercito di scarafaggi col volto umano ... che tentano una scalata ... arrampicandosi sulle pareti del Museo d'Arte Moderna ... e, uno in particolare, è mostrato a terra a pancia all'aria ... vittima del suo stesso tentativo di scalata ...

Anche qui l'allegoria ... sull'arrivismo e sulla sua fine ... mi sembra fin troppo chiara ...





...pensiero al vento...
arte al servizio della politica? ... e della propoganda anti-$$$ ? ...
... meglio questa (almeno si parla di "idee") ... o quanto hanno fatto i "nostri artisti"? ...
... ricordate, per esempio, il Mausoleo di Cascella? ... quello della villa di Arcore ... eretto in "onore" del FaraoneSilvio ?
NELLA FOTO (d'annata): eccoli all'opera ... lui (l'artista) e il PresidenteMuratore ...

venerdì 3 aprile 2009

...democracy in Cuba?...

Nell'ultimo giorno ad Havana ... quello in più "regalato" dal volo annullato da Iberia la sera prima ... uno dei posti che valeva la pena rivedere prima della partenza era ... senza dubbio ... la Plaza de Armes ...
Descritta dalle guide come uno dei luoghi più belli di Havana ... l’ex piazza d’armi è caratterizzata da numerosi punti di interesse storico e dalle bancarelle di libri di letteratura latinoamericana in cui si possono trovare pezzi di valore e rarità. Sulla piazza sorge poi il “Castillo de la Real Fuerza”, la fortezza più antica della città.

Quella mattina di Febbraio, allora, rifaccio il canonico giro della piazza ... soffermandomi tra i vari venditori di libri ed antichità varie ... alla ricerca di qualche acquisto "last minute" ... ma col limite di esser rimasto con pochi CUC in tasca ... il ritardo del volo era stato un imprevisto anche per le mie tasche ...
La mia attenzione è attirata da un titolo "Democracy in Cuba?" ... il libercolo è in inglese, ma penso ... certamente meglio inglese che spagnolo ...
Lo prendo e leggo il retrocopertina e i contenuti ... descritti sotto forma di questiti:

Cosa sanno i Cubani della democrazia?

Le persone partecipano alle elezioni?

C'è rispetto per i diritti umani?

Come sono le relazioni tra Chiesa e Stato?

Perchè non c'è analfabetismo nel paese?

Tutti i Cubani hanno accesso alla cultura?

Come ha raggiunto questa piccola isola un così alto livello nelle cure mediche e nella prevenzione delle malattie?

Come hanno ottenuto i Cubani la più alta media di medaglie d'oro rispetto alla popolazione alle Olimpiadi?

Qual'è il ruolo delle donne Cubane nello sviluppo del paese?

Cosa vuol dire Embargo Economico e quali sono i suoi effetti sulla società Cubana?

Il libro, scritto dal Venezuelano Carlos Méndez Trovar, promette risposte utilizzando informazioni e dati tratti da pubblicazioni internazionali quali UNESCO, UNICEF, ANSA, Prensa Latina, in aggiunta a riviste americane quali Washinghton Post ...

L'intenzione dichiarata dall'autore è quella di aiutare i lettori a riflettere e ad arrivare alla propria conclusione al vasto laboratorio socio-politico che è oggi Cuba ...

DECIDO ... devo avere quel libro ...

Ho però una difficoltà ... il costo indicato sul retro del libro è 6 CUC ... e io, per poter prendere sia questo libro che un interessante Dizionario di Spagnolo ... non posso pagarlo oltre che 2 CUC ...

CHE FARE? ... inizio una decisa trattativa sul prezzo con il venditore ...

Lui molla solo un CUC ... e passa da 6 a 5 ... ma sono ancora troppi per me e per le mie tasche ...

INSISTO ... gli dico che io QUEL LIBRO ... DEVO averlo ... perchè DEVO portarlo in Europa ... e, oltre che leggerlo io ... DEVO farlo leggere anche a quanti conosco ... PERCHE' io amo la sua Isola come l'ama lui ... e non voglio che se continui a parlarne in maniera distorta e parziale ...

MI ACCORGO che l'emozione e la passione che metto nella mia "trattativa" sono VERI ... e che li sto trasmettendo anche a lui ...

D'IMPROVVISO il suo prezzo crolla ... e dai 5 CUC che mi aveva proposto ... passa rapidamente prima a 3 e poi ai 2 che gli avevo offerto io ...

CE L'HO FATTA ... sorriso reciproco, saluto e stretta di mano ... ed ho il libro con me ... per portarlo nel "mondo dei ricchi" ...

...pensiero al vento...
Ho iniziato a leggere il libro da qualche giorno ... all'inizio si parla della definizione di Diritti Umani ... è molto interessante ... e, anche per tener fede alla promessa che "lo farò leggere anche a quanti conosco" ... posterò sicuramente qualcosa nei prossimi giorni ...

giovedì 2 aprile 2009

...ojo de la luz...

Ho trovato una recensione su CubAhora ... rivista cultural-web da Cuba ...


La sera della Casa della Poesia ... già riportata nel mio post ...casa de la poesia... del 22 marzo scorso ... è anche sul sito Cuhano di CubAhora ...

Ecco il link all'articolo :

http://www.cubahora.cu/index.php?tpl=principal/ver-noticias/ver-not_cult.tpl.html&newsid_obj_id=1030378


...pensiero al vento...
al suo ritorno ... Isidro mi dovrà pagare un contributo ... come suo ufficio-stampa ...

martedì 31 marzo 2009

...balle campane...

Tra Febbraio e Marzo ... il "problema dei rifiuti" ... già "mediaticamente risolto" mesi fa ... ha ricevuto una nuova e definitiva ... sistemata "mediatica" ...

Già a Febbraio con l'apertura della discarica di Chiaiano contro il volere dei cittadini del posto ... poi a Marzo con l'inaugurazione dell'inceneritore di Acerra ...

Singolare ... e allarmante ... è il fatto che questi gesti siano stati compiuti sotto scorta dell’esercito.

In Campania i media stanno tacendo, è calato il sipario mediatico sulla diossina, sulla monnezza, sui politici campani, sui rapporti tra camorra e politica ... anche sulle intercettazioni.

Ora tutto tace, ma è tutto come prima, da almeno quattordici interminabili anni.

Le sedute del Consiglio dei ministri napoletane di ReSilvio non hanno risolto il problema spazzatura nei fatti, ma solo a parole. Molti italiani sono stati tratti in inganno dagli show televisivi del premier, ma i napoletani no, perché, oltre alla scomparsa dei rifiuti da piazza del Plebiscito e alle manganellate in testa a dei sessantenni di Pianura e di Acerra, non hanno notato alcun miglioramento nella loro regione.

Monnezza c’era, monnezza c’è, camorra comandava, camorra comanda.

...pensiero al vento...

Mio modesto commento ...

... la monnezza, quella vera ... non è quella che si vede per strada ...

quella vera ... o sta sotterrata a decine di metri nel sottosuolo ... e ormai ci si può fare ben poco, oltre che controllare provenienza di verdure e carni che mangiamo ...

... o sta dentro i "Palazzi" ... e per quella ... tempo ci vuole prima di vincere le "Primarie" ... della democrazia !!!

domenica 29 marzo 2009

...Che Guevara tradito da Castro?...

Qualche settimana fa ... ho trovato un utile documento che pubblico per non perderlo ... ci sono verità storiche da approfondire e salvare ... e speranze per il futuro dell'Isla e della sua Revolution ...

ECCOLO:
È l’ultimo che ha visto il Che nella giungla della Bolivia. È l’ultimo testimone di un’esecuzione ancora oggi oscura. Dariel Alarcón Ramírez, detto «Benigno», ex guerrigliero della rivoluzione cubana, vive dal 1996 a Parigi, inseguito da una condanna a morte e dall’accusa di aver tradito il regime per il quale ha combattuto con onore.

Che Guevara fu il capo seguito fino alla fine, un fratello che gli insegnò «a leggere e scrivere» e a «rispettare i nemici e i prigionieri». Ha ancora gli occhi umidi, Benigno, quando racconta la «trappola mortale» in cui cadde il mito rivoluzionario di intere generazioni.

E sfoga rabbia e delusione per una «macchinazione di cui furono responsabili Fidel Castro e l’Unione Sovietica ».

«Volevamo esportare la rivoluzione. Fummo abbandonati nella giungla. Il Che andò incontro alla morte, sapendo di essere stato tradito. Il 9 ottobre 1967, eravamo a pochi metri dalla scuola dove l’esercito boliviano lo teneva prigioniero. Il nostro commando si era disperso. Altrimenti avremmo tentato di liberarlo a costo di morire».

Nel 1956, Benigno era un «campesigno» di 17 anni, quando i soldati del dittatore Batista incendiarono la fazenda sulle montagne della Sierra Maestra, e uccisero sua moglie Noemi, quindicenne, incinta di otto mesi.

Entrò nel gruppo di Cienfuegos, uno dei capi rivoluzionari. «Mi arruolai nella rivoluzione per vendicare i miei cari. Ero il più bravo con la mitragliatrice. Ho ucciso molti soldati. Non sapevo che cosa fosse il socialismo. Il Che mi insegnò tutto. Non era facile conquistare la sua fiducia. Ma era un uomo buono e onesto. Era l’unico, fra i leader, a pagare di tasca propria l’auto di servizio».

Oggi Benigno ha quasi settant’anni.

Dopo la rivoluzione, divenne capo della polizia e responsabile della sicurezza, poi dirigente dei campi di addestramento dei guerriglieri da inviare nel mondo a sostegno dei movimenti rivoluzionari.

È in quegli anni che intuisce che il socialismo cubano non corrispondente agli ideali. «Cienfuegos e Guevara facevano ombra a Fidel. C’erano contrasti nel gruppo dirigente. Poi Cienfuegos morì, in un misterioso incidente. Ero con Guevara in Congo, quando Fidel rese pubblica una lettera in cui Guevara dichiarava di rinunciare ad ogni incarico e alla nazionalità cubana. Il Che prese a calci la radio e urlò: ecco dove porta il culto della personalità! Il comandante aveva scritto la lettera dopo il discorso di Algeri in cui aveva messo in guardia i Paesi africani dall’imperialismo sovietico. Credo che quel discorso fu la sua condanna a morte. Quando tornammo all’Avana, Fidel gli propose di andare a combattere in Sud America».

«Il líder máximo —ricorda Benigno— partecipò ai preparativi. Veniva al campo d’addestramento, ci garantiva l’appoggio del partito comunista boliviano, la copertura degli agenti segreti, la formazione di nuove colonne. Avremmo dovuto sbarcare nel nord del paese, in territorio favorevole alla guerriglia. Imparammo anche il dialetto locale. Quando Fidel era presente, il Che se ne stava in disparte. Capimmo poi il perché».

Nell’ottobre 1967 scatta l’operazione. Il commando di rivoluzionari cubani penetrò in una foresta infestata da insetti e agenti segreti, isolata, dove si parlava un altro dialetto.

«Scoprimmo che il partito comunista boliviano non ci sosteneva, probabilmente su istruzioni di Mosca. Il Che non era più lui. Sembrava disperato e depresso. Ci lasciò liberi di continuare o rinunciare. Rimanemmo, ma alla fine eravamo ridotti a diciassette, circondati da tremila soldati. Ci dividemmo in tre gruppi e una mattina cominciò la battaglia finale. Il Che fu fatto prigioniero. Lo ammazzarono il giorno dopo».

Tre guerriglieri riuscirono a raggiungere il confine. Benigno, Urbano e Pombo si salvarono con l’aiuto di Salvador Allende, allora presidente del Senato. Nel viaggio di ritorno, passarono da Tahiti e dalla Grecia, fino a Parigi. Furono ricevuti all’Eliseo da De Gaulle e infine accolti a Cuba da Fidel come eroi.

In patria, l’ultimo compagno del Che continuò a far carriera. Urbano fu poi arrestato e internato. Pombo divenne generale.
«Io cominciai a vivere una doppia vita».

Chiediamo: per quali ragioni Castro e i sovietici avrebbero avuto interesse alla scomparsa del Che dalla scena politica?
«I sovietici consideravano Guevara una personalità pericolosa per le loro strategie imperialistiche. Fidel si piegò alla ragion di Stato, visto che la sopravvivenza di Cuba dipendeva dall’aiuto di Mosca. Ed eliminò un compagno di lotta ingombrante. Il Che era il leader più amato dal popolo. La nostra rivoluzione è durata pochi anni, oggi è una dittatura come quella di Batista. I cubani hanno conquistato la cultura, non la libertà, e sono ancora poveri. E la causa non è soltanto l’embargo americano. È Fidel ad aver tradito la rivoluzione. Difficile prevedere il futuro, ma non vorrei che il potere finisse agli esuli di Miami che sono corrotti».
Benigno decide di fuggire. Approfitta di un permesso dell’unione degli scrittori cubani. Si fa raggiungere dalla moglie a Parigi. «Se fossi fuggito in America, dove vive un mio figlio, avrei tradito il Che. Mi considero ancora un rivoluzionario. Il rivoluzionario è chi riesce a indignarsi per le ingiustizie».

La sua vita diventerà un film, diverso da quello sul Che di Steven Soderbergh prossimamente sugli schermi italiani. «Il film è bello, ma non trasmette lo spirito del comandante e soprattutto non risponde alle domande: perché fallì in Congo e in Bolivia? Chi lo ha tradito e perché?».


...pensiero al vento...

come dice "benigno" : il rivoluzionario è chi riesce a indignarsi per le ingiustizie ... certo, sentire queste parole da una persona di 70 anni fa un certo effetto ... soprattutto se messo a confronto con gli "invertebrati" che, mediamente con le metà dei suoi anni, si aggirano a questo mondo solo alla ricerca dell'utile per se stessi ...

Se Cuba vive di ingiustizie ... come si dice qui da noi da tante parti ...

l'obiettivo non è cambiare il "tipo" di ingiustizie ... in altre parole ... MIAMI e la corruzione dei suoi movimenti di esuli non sono l'alternativa !

l'obiettivo è invece che Cuba riesca a cambiare dall'interno ... senza interferenze e ingerenze di quanti "scalpitano" per sbarcare come i "portatori della democrazia" ...

giovedì 26 marzo 2009

…la misura di un uomo …

Non è il critico che conta,
non l’uomo che indica perché il forte cade,
o dove il realizzatore poteva fare meglio.

Il merito appartiene all’uomo che è nell’arena,
il cui viso è segnato dalla polvere e dal sudore;
che lotta coraggiosamente;
che sbaglia e può cadere ancora perché non c’è conquista senza errore o debolezza,
ma che veramente lotta per realizzare;

che conosce il grande entusiasmo e la grande fede; che si adopera per una nobile causa;
che tutt’al più conosce alla fine il trionfo delle alte mete,
e che nel peggiore dei casi, se fallisce, cade almeno gloriosamente,
cosicché il suo posto non sarà mai vicino alle anime pavide e paurose
che non conoscono né la vittoria né la sconfitta.


…pensiero al vento…
I versi sono del Mahatma Gandhi … io li ho solo “catturati” e mi sento di dedicarli a tutte le "anime pavide e paurose" ... a tutti gli “invertebrati/e” del nostro tempo …

A BUONI INTENDITORI … POCHE PAROLE (purtroppo non posso aggiungere altro !!!)

Ognuno pensi pure agli “invertebrati/e” che vede intorno a sé …(a partire dalla propria scrivania in poi !!!) …

Io posso solo dire che “me dan (e me fan) gran pena !!!” … e che fatica la sopportazione … da tirar fuori per 10h / 12h al giorno !!! … Hola … !!!

CHIUDO CON UN ALTRO TESTO (un messaggio di fiducia deve sempre esserci) … questo l’ho “catturato” l’altra sera all’ingresso del Pub Avalon di Roma (nella foto) :

Il cavaliere, guardando il nebbioso bosco,
intravide i riflessi della gelida luna
sulle lame assassine del nemico.

Non aveva scelta, doveva battersi.
Strinse la spada e spronò il cavallo.
Il suo braccio si levò per colpire
Una, due … cento volte.
Il nemico atterrito e sconcertato fuggì
Terrorizzato davanti a si tanta tempesta.

Il Cavaliere della FANTASIA” aveva
trionfato ancora sconfiggendo il macabro
esercito della NOIA” …

Da allora la Fantasia decise
di andare a vivere nel castello di Avalon
dove a lungo regnò e dove,
ancora oggi, Impera.


COSA COMMENTARE ANCORA? … se non “Hasta la Victoria … Siempre !!!” (e qui ci sta proprio bene, no ?)

...notizie da l'Isla...

Continuo la mia "salutare astinenza" dai TG e dai radiogiornali ... (consulto, ma solo di rado, la homepage di Repubblica.it ... per eventuali cose grosse ... trascurando i "fattarielli" e i "finti-isterismi" dei guitti-servitori di ReSilvio o dei finti-di-sinistra di quelli del PDL-senza-la-L) ...

Stamattina ... di straforo ... dalla radio mi è arrivata la notizia del consiglio che ReSilvio ha dato ieri ai licenziatidi Napoli: "Si trovino qualcosa da fare" ... NO COMMENT ...

Tralasciando ogni commento sulla Silviata di ieri ... preferisco riportare invece una notizia su Cuba "trapelatami" via email, un paio di giorni fa, grazie all'amico Pit ...

ECCO IL TESTO DELL'E-MAIL:
... secondo una radio francese sembra che sia successo qualcosa di molto serio negli ultimi giorni nell'isola ...

... tu accennavi appena a delle partenze forzate, Roque e l'altro ... sempre definiti da Fidel suoi delfini.

Secondo questa radio, sembra ci sia grande scontro tra due coalizioni con diversi stati amici Sud-Americani a sostegno dell'una o dell'altra parte...

IN SINTESI: pare che Raoul guardi verso Obama ...e Chavez, con altri, non ammette...!

Parlavano del presidente di Santo Domingo sempre in contatto come pilastro e mediatore ... poi la presidente Boliviana, e sempre Venezuela in primo piano e molti altri ... per o contro aperture agli USA ! ...

...pensiero al vento...
Dopo i primi segnali di "rilassamento" dei rapporti ... tra USA e Cuba ... sui due versanti cominciano a prendere forza i "partiti" di chi "spinge" e di chi "frena" ...
Penso proprio che nei prossimi mesi si vivranno momenti importanti in quella parte del mondo ...
Nel 50esimo Anniversario de la Revolution SAREBBE QUESTO veramente un "memorabile" festeggiamento e ... una nuova Revolution ... stavolta (si spera) non armata ...

A proposito di Obama ... non so quanto i TG-nostrani hanno dato evidenta a un fatto:

avete notato che la sua prima lettera verso il nostro BelReame ... l'ha indirizzata al Presidente Napolitano? ... ignorando del tutto ReSilvio? ...
QUANTO SONO LONTANI i tempi del sotto-braccio con l'amichetto George nella tenuta in Texas ... o le passeggiate nel mega-parco-abuso-edilizio della villa sarda !!! ...
... una Revolution anche questa ? ...

domenica 22 marzo 2009

...casa de la poesia...

Per quanti mi hanno richiesto dettagli sulla presentazione dell'Ojo de la luz - antologia dei poeti ed artisti cuhani ...

Ecco il video ... diviso in tre parti ... dell'incontro del mese scorso ... alla Casa de la Poesia di Havana ... col racconto del mio amico Isidro ...
Nel primo video sono richiamato anche io ... e il mio aiuto "disinteressato" nel trasporto di 200 copie del libro tra Roma ed Havana ...










...pensiero al vento...
cultura italo-spagnola ad Havana ... nel racconto della "fatica" letteraria-editoriale di Isidro ...

sabato 21 marzo 2009

...ricordare? non è mai tardi...

Riesco solo oggi a pubblicare questo "ricordo" ...

Da La Repubblica di ieri ... di Roberto Saviano ...

La mattina del 19 marzo del 1994 don Peppino era nella chiesa di San Nicola, a Casal di Principe.

Era il suo onomastico.

Non si era ancora vestito con gli abiti talari, stava nella sala riunioni vicino allo studio.

Entrarono in chiesa, senza far rimbombare i passi nella navata, non vedendo un uomo vestito da prete, titubarono.

Chi è Don Peppino?
Sono io...

Poi gli puntarono la pistola semiautomatica in faccia. Cinque colpi: due lo colpirono al volto, gli altri bucarono la testa, il collo e la mano.

Don Peppino Diana aveva 36 anni. Io ne avevo 15 e la morte di quel prete mi sembrava riguardare il mondo degli adulti. Mi ferì ma come qualcosa che con me non aveva relazione.

Oggi mi ritrovo ad essere quasi un suo coetaneo. Per la prima volta vedo don Peppino come un uomo che aveva deciso di rimanere fermo dinanzi a quel che vedeva, che voleva resistere e opporsi, perché non sarebbe stato in grado di fare un'altra scelta.

Dopo la sua morte si tentò in ogni modo di infangarlo. Accuse inverosimili, risibili, per non farne un martire, non diffondere i suoi scritti, non mostrarlo come vittima della camorra ma come un soldato dei clan.

Appena muori in terra di camorra, l'innocenza è un'ipotesi lontana, l'ultima possibile. Sei colpevole sino a prova contraria. Persino quando ti ammazzano, basta un sospetto, una voce diffamatoria, che le agenzie di stampa non battono neanche la notizia dell'esecuzione.

Così distruggere l'immagine di don Peppino Diana è stata una strategia fondamentale.

Don Diana era un camorrista titolò il Corriere di Caserta. Pochi giorni dopo un altro titolo diffamatorio: Don Diana a letto con due donne.

Il messaggio era chiaro: nessuno è veramente schierato contro il sistema.

Chi lo fa ha sempre un interesse personale, una bega, una questione privata avvolta nello stesso lerciume.

Don Peppino fu difeso da pochi cronisti coraggiosi, da Raffaele Sardo a Conchita Sannino, da Rosaria Capacchione, Gigi Di Fiore, Enzo Palmesano e pochi altri.

Ricordarlo oggi - a 15 anni dalla morte - significa quindi aver sconfitto una coltre di persone e gruppi che pretendevano di avere il monopolio sulle informazioni di camorra, in modo da poterle controllare.

Ricordarlo è la dimostrazione che anche questa terra può essere raccontata in modo diverso da come è successo per lungo tempo.

Come dice Renato Natale, ex sindaco di Casal di Principe e amico di don Peppe, "è sempre complicato accettare l'eroismo di chi ci sta vicino, perché questo sottolineerebbe la nostra ignavia".

Don Peppino fu ucciso nel momento in cui Francesco Schiavone Sandokan era latitante, mentre i grandi gruppi dei Casalesi erano in guerra e i grandi affari del cemento e dei rifiuti divenivano le nuove frontiere dei loro imperi.

Don Peppino non voleva fare il prete che accompagna le bare dei ragazzi soldato massacrati dicendo "fatevi coraggio" alle madri in nero.

A condannarlo fu ciò che aveva scritto e predicato. In chiesa, la domenica, tra le persone, in piazza, tra gli scout, durante i matrimoni. E soprattutto il documento scritto assieme ad altri sacerdoti: "Per amore del mio popolo non tacerò".

Distribuì quel documento il giorno di Natale del 1991. Bisognava riformare le anime della terra in cui gli era toccato nascere, cercare di aprire una strada trasversale ai poteri, l'unica in grado di mettere in crisi l'autorità economica e criminale delle famiglie di camorra.

"Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della Camorra. - scriveva - La Camorra oggi è una forma di terrorismo che incute paura, impone con violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l'imprenditore più temerario, traffici illeciti per l'acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti... ".

La cosa incredibile è che quel prete ucciso, malgrado tutto, continuò a far paura anche da morto.

Le fazioni in lotta di Sandokan e di Nunzio di Falco cominciarono a rinfacciarsi reciprocamente la colpa del suo sangue, proponendo di testimoniare la loro estraneità a modo loro: impegnandosi a fare a pezzi i presunti esecutori della banda avversaria.

Oltre a cercare di diffamare Don Peppino, dovevano cercare di lanciarsi dei messaggi scritti con la carne, per togliersi di dosso il peso dell'uccisione di quell'uomo.

Così come era stato difficile trovare i killer disposti a farlo fuori. Uno si ritirò dicendo che a Casale lo conoscevano in troppi, un altro accettò ma a condizione partecipasse pure un suo amico, come un bambino che non ha il coraggio di fare da solo una bravata.

Nel corso della notte prima dell'agguato, uno dei killer tormentati riuscì a convincere un altro a rimpiazzarlo, ma il sostituto, l'unico che non sembrava volersi tirare indietro, era l'esecutore meno adatto. Soffriva di epilessia e dopo aver sparato rischiava cadere a terra in convulsioni, crisi, bava alla bocca. Con questi uomini, con questi mezzi, con queste armi fu ucciso Don Peppino, un uomo che aveva lottato solo con la sua parola e che rivoluzionò il metodo della missione pastorale.

Girava per il paese in jeans, non orecchiava le beghe delle famiglie, non disciplinava le scappatelle dei maschi né andava confortando donne tradite. Aveva compreso che non poteva che interessarsi delle dinamiche di potere. Non voleva solo confortare gli afflitti, ma soprattutto affliggere i confortati. Voleva fare chiarezza sulle parole, sui significati, sui perimetri dei valori.

Scrisse: "La camorra chiama "famiglia" un clan organizzato per scopi delittuosi, in cui è legge la fedeltà assoluta, è esclusa qualunque espressione di autonomia, è considerata tradimento, degno di morte, non solo la defezione, ma anche la conversione all'onestà; la camorra usa tutti i mezzi per estendere e consolidare tale tipo di "famiglia", strumentalizzando persino i sacramenti. Per il cristiano, formato alla scuola della Parola di Dio, per "famiglia" si intende soltanto un insieme di persone unite tra loro da una comunione di amore, in cui l'amore è servizio disinteressato e premuroso, in cui il servizio esalta chi lo offre e chi lo riceve. La camorra pretende di avere una sua religiosità, riuscendo, a volte, ad ingannare, oltre che i fedeli, anche sprovveduti o ingenui pastori di anime (...) Non permettere che la funzione di "padrino", nei sacramenti che lo richiedono, sia esercitata da persone di cui non sia notoria l'onestà della vita privata e pubblica e la maturità cristiana. Non ammettere ai sacramenti chiunque tenti di esercitare indebite pressioni in carenza della necessaria iniziazione sacramentale...".

...pensiero al vento...
Questo è il lascito di Don Peppino Diana, un lascito che ancora oggi resta difficile accogliere e onorare.

La speranza è nelle nuove generazioni di figli di immigrati, e nuovi figli di questo meridione, persone che torneranno dalla diaspora dell'emigrazione, emorragia inarrestabile.

Il pensiero e il ricordo di Don Peppino sarà per loro quello di un giovane uomo che ha voluto far bene le cose. E si è comportato semplicemente come chi non ha paura e dà battaglia con le armi di cui dispone, di cui possono disporre tutti.

E riconosceranno quanto fosse davvero incredibilmente nuova e potente la volontà di porre la parola al centro di una lotta contro i meccanismi di potere. Parole davanti a betoniere e fucili. Realmente, non come metafore. Una parola che è sentinella, testimone, così vera e aderente e lucida che puoi cercare di eliminarla solo ammazzando. E che malgrado tutto è riuscita a sopravvivere.

E io a Don Peppino vorrei dedicare quasi una preghiera, una preghiera laica rivolta a qualunque cosa aiuti me e altri a trovare la forza per andare avanti, per non tradire il suo esempio, offrendogli le parole di un rap napoletano. "Dio, non so bene se tu ci sei, né se mai mi aiuterai, so da quale parte stai".
MIO COMMENTO:
conosco tanti sacerdoti ... alcuni sono anche amici ... ma la mia stima è tanto maggiore, quanto più lontano vivono e operano dal "palazzo" del Potere ... (SI ... SI ... il Potere ... quello dell' 8 x 1000 !!!)

martedì 17 marzo 2009

...verità monetarie...

Sta succedendo, in questi giorni, qualcosa (FORSE) di incredibile … e imprevedibile, fino a qualche tempo fa ...

L'incredibile e imprevedibile che … se veramente si andasse a fondo su queste cose … e non ci si fermasse alle “chiacchiere” e alle “interviste”/”dichiarazioni” … potrebbe portare dei frutti … molto molto succosi …

A cosa mi riferisco?

PRIMO: qualche giorno fa, l’amico Gew, mi aveva comunicato che (sembrerebbe che) il “tremontino” abbia dichiarato che … è ora di restituire la “sovranità monetaria” alle singole nazioni
MIO COMMENTO (di qualche giorno fa ... in risposta a Gew): ma gliel’avranno spiegato … al “tremontino” … quali sarebbero le conseguenze di quello che sta dicendo?
… o il “tremontino” pensa di aver trovato un “nuovo uovo di Colombo” per aumentare gli introiti dello Stato? …

VEDI come riferimento gli articoli di questo blog su “parliamo chiaro” ...

I POST SONO DA LEGGERE IN ORDINE INVERSO (dal più vecchio al post più recente) ...

SECONDO: come trovato sul sito di IdV … pubblico video e testo dell'intervista a Marco Saba, ricercatore indipendente sui sistemi monetari e bancari.

Ecco il video …



Ed ecco il testo dell'intervista (nella quale, ogni tanto mi sono permesso di inserire, in rosso, qualche mio “commento al vento”):

"Io sono ricercatore del Centro studi monetari, sito internet www.studimonetari.org, mi occupo della comunicazione delle ricerche che stiamo facendo. Abbiamo già pubblicato cinque libri negli ultimi quattro anni sempre in tema di quella che è la situazione dell'economia con un occhio al sistema bancario e monetario.
COMMENTO AL VENTO:
capito bene??? avevano già pubblicato 5 libri in 4 anni … sull’argomento … e mai nessuno se li era “filati” fino ad oggi??? … perchè oggi??? … cos'è? un “complotto” contro le Banche Centrali??? …

Cominciamo subito dicendo che ieri è fallita la diciassettesima banca degli Stati Uniti dall'inizio dell'anno, sui media non se ne è parlato molto, anzi direi quasi per niente, solamente su Internet si trovano i riferimenti. E questo è un segnale che il 2009, come tra l'altro ha ammesso anche Tremonti, sicuramente si sta avviando su una strada ancora peggiore rispetto al 2008. COMMENTO AL VENTO:
capito anche qui??? … che il “TG dei fattarielli” non trova spazio e tempo per dare le notizie vere??? …

Dati che ci arrivano dall'Inghilterra, ad esempio, ci dicono che gli immobili hanno perso il trenta tre per cento del loro valore nell'ultimo anno. In una città degli Stati Uniti, Denver, dove ci sono le industrie delle automobili, oggi le case si vendono all'equivalente di seimila euro e si comprano con le carte di credito. Quindi si sta assistendo ad un'accelerazione della crisi dovuta in particolare alle politiche delle banche centrali, mi riferisco alla Banca centrale europea e alla Banca d'Inghilterra, che aumentando la dose di emissione di moneta basata sul debito, non stanno facendo altro che aggravare il problema.
COMMENTO AL VENTO:
ma no? … la colpa sarebbe delle Banche Centrali? … guardate un po’ (per confronto) il post …"banche private nostre sovrane"... del 23/10/08 ...

Cosa abbiamo fatto noi? Noi abbiamo elaborato insieme all'ufficio legislativo della Regione Lombardia una proposta di Legge per instaurare un buono regionale di solidarietà. Perché? Per immettere liquidità sul mercato non gravata da debito. Un titolo che è a circolazione libera e non forzosa, cioè accettato da chi accetterà di riconoscere il circuito, che servirà davvero per dare quell'iniezione di liquidità che sta mancando nel sistema.
COMMENTO AL VENTO:
capito cosa propongono? … le monete complementari!!! … unico e vero “uovo di Colombo” … capito “tremontino”???

Stiamo aspettando l'ok dall'ufficio legislativo della Regione, lo abbiamo pubblicato sul nostro sito, proprio per cercare di dare non solo una liquidità senza debito al mercato, considerando che la Lombardia rappresenta da sola un terzo del PIL italiano, ma anche per dare alla stessa Regione e alle stesse istituzioni uno strumento utile proprio quando con la contrazione dell'economia avranno un minor gettito fiscale.

Bisogna tener presente che è stato difficile elaborare quel disegno di Legge, perché c'è un fattore limitante molto grave, che è l'articolo cinquanta del regolamento regionale. L'articolo cinquanta dispone che il cittadino non può fare proposte di Legge per temi che hanno a che vedere con la fiscalità, con le finanze e col bilancio.

Quindi sostanzialmente è un'interpretazione estensiva dell'articolo della Costituzione che limita il referendum abrogativo proprio per quanto riguarda le materie di fiscalità e bilancio. Quindi il voler estendere questo divieto non solo al referendum abrogativo, che è un intervento mortificatorio, ma all'iniziativa vivificatoria che è la proposta di Legge popolare, è un'interpretazione estensiva che a nostro giudizio non è regolare.

Quindi noi contestiamo la validità di questo articolo cinquanta, in ogni modo siamo riusciti lo stesso a proporre questo Buono regionale di solidarietà aggirando il problema legale come vedrete nel testo della Legge che abbiamo proposto.

Perché mantenere sotto segreto le cose che riguardano il debito pubblico, che riguardano le politiche monetarie anche internazionali che riguardano l'Italia eccetera? Se è vero che la Democrazia rappresenta l'espressione del popolo e il consenso del popolo sulle iniziative dei governi, d'altra parte se io non dico le cose al popolo come faccio a ricevere questo consenso?

Non solo, ma c'è un pregiudizio che è quello che se io non voglio far sapere al popolo alcune cose cruciali, come ad esempio i temi che riguardano le politiche economiche, sono cruciali in una società basata sul denaro, ci sono 32.000 coincidenze che sono non possono essere solo coincidenze, che tendono ad indicare che il sistema monetario attuale è un trucco abbastanza elaborato per socializzare le perdite e privatizzare i profitti.

Si vede molto bene nell'ordinamento degli Stati Uniti perché nel 1913 l'anno in cui venne stabilita la Federal Reserve, che è privata, nello stesso anno venne anche stabilita la tassa sul salario, la Inncom tax, un sistema elaborato per far sì che la rendita monetaria della produzione della moneta, dollaro, che veniva addebitata al popolo attraverso l'emissione dei Buoni del Tesoro americani, venisse pagata dal popolo attraverso la tassazione.

E' troppo evidente !

Ora non voglio addentrarmi in un tema così vasto come quello della fiscalità, ma teniamo presente che una cosa è tassare le rendite, una cosa è tassare il salario.

Il salario è un'indennità per quell'ora di vita persa perché la nostra vita ha un termine ben preciso, non è infinita. E' un po' diverso dal tassare chi ha quindici immobili commerciali che dà in affitto, per fare un esempio, e quindi ha introiti che non dipendono dalla qualità di vita che lui perde facendo quell'attività. E' tutta una cosa diversa.

Ora, ovviamente, in un sistema sostanzialmente ipocrita com'è il nostro, in cui possiamo ormai dirlo perché è abbastanza evidente che la famosa unità d'Italia è stata fatta per fare l'unità della Lira, cioè per creare un monopolio sulla Lira, come la stessa cosa è successa in Europa in cui si è creato l'Euro, non interessa l'Europa politica come non interessa l'Italia politica senonché per essere una base di monopolio per l'emissione di una moneta.

Ormai questo disegno si è capito.

E' ovvio che non è un caso, che della famosa notizia di rendere di nuovo pubblica la Banca d'Italia come si doveva fare entro dicembre dell'anno scorso, oggi non ne parli più nessuno. Perché e chiaro che nel momento in cui la Banca d'Italia diventa veramente nazionalizzata, a quel punto il debito pubblico non avrebbe più senso e verrebbe fuori il giochetto.
COMMENTO AL VENTO:
Banca d’Italia nazionalizzata??? … ma non mi dire!!! ... che si comincia a trovare il coraggio di dire che le Banche Nazionali … sono Banche Private … VEDI anche (per riconfronto) il post …"parliamo chiaro #2 (i proprietari)"... del 20/10/08 ...

Quindi in questo momento lo Stato e le istituzioni stanno correndo un grosso pericolo.

Cioè, il pericolo che la cittadinanza si renda conto di questo giochetto , in cui il debito pubblico inutile perché stampare moneta o anche crearla col computer non ha nessun costo, e non si vede perché soltanto nel 2008 abbiano pagato 307 miliardi di euro di interessi su un debito che si poteva evitare restituendo al poligrafico dello Stato la sua funzione di emissione delle banconote, anche mantenendo la quantità decisa da questi esperti della Banca centrale europea, ma stampate dallo Stato senza l'emissione dei Bot. Invece questi Bot che vanno proprio a costituire le rendite di posizione, cioè non il salario dell'operaio della Fiat, ma i tre milioni di euro di mezzi in chi ha questi titoli di Stato, è un altro modo per creare due classi di cittadini, cioè la classe che lavora che deve guadagnarsi da vivere, e la classe sfruttando la rendita dei titoli del tesoro, praticamente va a pescare di nuovo attraverso le tasse che pagano gli operai attraverso la busta paga.

Si crea una parte di cittadini che approfitta di un'altra parte di cittadini, quindi il modello è veramente sbagliato.
COMMENTO AL VENTO:
anche se in maniera un po’ ermetica … QUI si sta parlando di SIGNORAGGIO … per una discussione più organica e chiara … PER CHI AVESSE VOGLIA DI CAPIRE … vedi post …"parliamo chiaro, il nocciolo della questione"... del 17/10/08 ...

E' servito, credo, per mantenere in piedi una struttura piramidale di potere, una gerarchia di potere, si è stabilito probabilmente che in Italia c'è un èlite che val la pena sia mantenuta da tutto il resto della cittadinanza, non solo in Italia, ma anche in Inghilterra e negli Usa, si è inventato un sistema sofisticato per mantenere questa èlite senza capire bene quali sono i motivi retrostanti."

Il problema degli interessi è molto semplice: quando le banche centrali iniettano questa moneta debitoria che poi verrà venduta con interessi, non c'è il simbolo econometrico per pagare questi interessi.

Cosa vuol dire sostanzialmente? Che per fare in modo che il debito venga pagato, siccome non esiste il simbolo monetario per pagare gli interessi, questo si trasforma automaticamente nell'esproprio di beni reali alla popolazione.

Stiamo parlando di immobili attività, immobili commerciali, chiaramente è la fase finale di una predazione. E' chiaro che le banche, o comunque chi ha liquidità, oggi sta aspettando, perché quando vedi che i prezzi stanno diminuendo tu aspetti per comprare al prezzo migliore. Non compri subito.

Quindi, allo stesso tempo, chi ha liquidità se la tiene proprio per poter fare un buon affare quando il mercato sarà ulteriormente crollato. E' illusorio quello che pensa Obama o anche altri capi di Stato, che dando soldi alle banche queste si metteranno a prestarli a tutti.

Come facciamo a risolvere il problema di questi interessi? Come facciamo ad impedire che si inneschi una spirale distruttiva dell'intera economia, per cui ad un certo punto ci troveremo in uno Stato di tipo sovietico, o anche peggio, perché ci troveremo che magari non ci sarà più la proprietà privata ma non ci sono nemmeno gli ammortizzatori sociali.

Voglio dire, nella Russia sovietica, per quanto se ne possa parlar male, il sistema degli ammortizzatori sociali, le cure mediche erano previste per tutti, anche addirittura, quelle di chirurgia estetica che noi consideriamo voluttuarie. Quindi noi rischiamo di ritrovarci in un sistema sovietico peggiorato dalla mancanza di ammortizzatori sociali. Questa è la strada che ci stanno prospettando.
COMMENTO AL VENTO:
lo stesso ... succede ancora oggi ... nella "dittatura" Cuhana ... tanto bistrattata dai nostri "democratici" ...

…pensiero al vento…
... rispetto ai “commenti al vento” … RIBADISCO, come già scritto all’inizio, che se veramente si andasse a fondo su queste cose … e non ci si fermasse alle “chiacchiere” e alle “interviste”/”dichiarazioni” … saremmo all’alba di una vera rivoluzione … VOI CI CREDETE??? … IO (ANCORA) POCO!!!

... per ricordare ... come sono finiti i precedenti tentativi di cambiare le cose ... VEDI POST ..."cambiare le regole, ma quali?"... del 17/11/08

lunedì 16 marzo 2009

...cos'è un goal? se non...

Parliamo di calcio? ... nooooo ... tranquilli ... non è un argomento così serio per un post ...
Personalmente mi capita pure di vedere qualche partita ... ma poi (subito dopo la fine) non la penso più di tanto ... e mi annoiano i mega-commenti-e-movioloni per capire se un pezzo di cuoio è rimasto al-di-qua o al-di-là di una striscia di gesso disegnata sull'erba ...
Parto però dal calcio ... per un discorso serio ...


DOMANDA: cos'è un goal? ...

... l'obiettivo del gioco? ... la massima espressione di un momento unico? ... un'esplosione di gioia? ...

SI, diciamo pure che è tutto questo ...

ma c'è anche l'espressione di un "momento" in cui ... tutti gli schemi studiati a tavolino ... da allenatori, da tecnici e "strateghi" ... per bloccare le iniziative e il gioco dell'avversario ... all'improvviso ... e imprevidibilmente "saltano" ...

ECCO IL TESTO E IL VIDEO ... di una vecchia canzone di Eduardo Bennato ... dei tempi di quando ancora i media ce lo facevano sentire ...

E' Goal (Eduardo Bennato, 1984)

Geometrie verticali
e pronostici da rispettare
sbarramenti frontali
ma che voglia di farli saltare...E' goal!
E' goal!... E' goal!... Imprevedibile!

La fortuna è una ruota
ed il vento la fa girare
ma se corri più forte
la fortuna rimane a guardare... E' goal!
E' goal!... E' goal!... Sembrava impossibile!

E c'è poco da dire
questa volta sei stato bravo!
Ma da ora in avanti
su ogni tua mossa c'è un faro puntato
e allora vedremo quanto vali davvero!

Tutti quanti in attesa
non è ancora successo niente
ed è questo il momento
di inventare una mossa vincente...E' goal!
E' goal!... E' goal!... Imprevedibile!



...pensiero al vento...

allora? ... se non condividiamo ... le "geometrie verticali" ... i "pronostici da rispettare" ... gli "sbarramenti frontali" ... "imposti e imperanti"... non pensate che dovremmo andare tutti alla ricerca di un "Goal?" ...

per ricordare un altro testo di Bennato ...

... E ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!

E' questo il punto ... risvegliare ... "chi c'ha già rinunciato" ... o "s'è dato per vinto" perchè accettare le "geometrie" ... i "pronostici" ... e gli "sbarramenti" ... è sicuramente più comodo ... che non cercare di farli "saltare" ...